I patti e la ferita da tradimento

Ferita da tradimento

I patti e la ferita da tradimento

Continuano le riflessioni portate da un cielo votato all’introspezione, sui patti e la ferita da tradimento, sperando che accendano una luce su un meccanismo subdolo e perverso che spesso costella un’intera esistenza, senza soluzione.

Il tema della fiducia avrà a che fare con i patti e la ferita da tradimento. Fiducia data e tradita. Fiducia avuta e tradita.
Fiducia alla base di un patto di qualsiasi natura: amici, relazione, famiglia, lavoro, soldi, corpo e qualsiasi altra cosa vuoi metterci che obbliga, in virtù di un accordo, a mantenere determinati meccanismi, ruoli, stati giuridici o personali.
Altra componente fondamentale in questa dinamica è l’Autorità, reale o spirituale, che ci punisce se rompiamo il patto e che ci porta, molto spesso, nella repressione e nella rabbia.

Risuona vero? Lo immagino.
In me forte e chiaro.

Quindi. Stipuli un patto, e dopo un pò ti rendi conto che non vale più, ma ci sei dentro. Ed ecco che il tradimento (orrore!) diventa l’unica via d’uscita.
Quel dannato e irresistibile impulso tentatore che ti porta a sottrarti al patto. Quasi sempre, nell’ombra.

Perchè tradire apertamente vuol dire contravvenire alla regola sociale per la quale i patti non si infrangono, con conseguente vergogna e disonore. E allora vai con l’ombra. Almeno l’illusione di essersene liberati c’è.

Ecco le mie riflessioni.

I patti sono necessari.
Ci permettono di fare tratti di strada in relativa sicurezza.
È indispensabile per comprendere quando il patto ha ancora senso o meno.
Ed è chiaro che questo include una disamina profonda e sincera sull’impegno preso, su ciò che ha portato e della eventuale necessità della sua conclusione.
Il più delle volte, quando questa elaborazione è seria e produce un frutto sano, le parti sciolgono il patto senza astio e strascichi. Nel caso contrario le conseguenze ti perseguitano per una vita.

Altra riflessione. Chi sente il bisogno di infrangere un patto con un tradimento, porta dentro di sè un dolore immenso per un tradimento subito.
In un’età nella quale non solo era impossibile difendersi, e cioè i primi anni di vita, ma soprattutto da parte di persone in cui riponeva profonda fiducia.
E in una sorta di inconscio mal comune, mezzo gaudio vuole che tutti comprendano quanto si sta male.

Infine il tradimento apre la porta sul solito ignoto che sta oltre lo scioglimento di un patto. Ignoto che ci terrorizza e che amplifica la scelta del tradire di nascosto.

Le strade per integrare la ferita emotiva.

Due le strade per integrare questa ferita ed uscire da questo loop che sottrae immense energie sia nel mantenimento dello status quo apparente, sia nella gestione del tradimento.

Innanzitutto riconoscere la propria necessità di infrangere il patto senza cercare colpevoli esterni. Gli altri offrono l’occasione, l’esperienza. Ma siamo noi a scegliere di tradire o di essere traditi.
L’altra è comprendere ed integrare il dolore che sta dietro al tradimento primario. Accettando che, solo vivendo queste esperienze, è possibile comprendere in profondità la meraviglia dei patti fra Anime.
Anime incarnate in esseri umani consapevoli che camminano con piena fiducia verso i loro orizzonti evolutivi, fluendo con le esperienze che la Vita porta.

Ps: mille modi di intendere il serpente nell’immagine. Nel mio, la possibilità di abbracciare e usare l’energia che blocchiamo nel meccanismo distorto. Per voi cos’è?

Stefania Paradiso

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