IIII – L’Empereur

IIII-Empereur

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con L’Empereur.

Se vuoi saperne di più dell’obiettivo di questo lavoro, leggi qui

È l’Arcano n. IIII degli Arcani maggiori dei Tarocchi. È rappresentato da un uomo, in coppia perfetta con l’Imperatrice. Elemento Terra questo arcano esprime un’energia di tipo femminile, legata al radicamento e alla conservazione. Sottolineo nuovamente la meraviglia dei Tarocchi nel portare così elegantemente il messaggio di collaborazione tra l’incarnazione fisica e il progetto dell’Anima, approfondito nell’articolo sull’Imperatrice.

L’Empereur è una carta faticosa in questo momento storico perché tra le sue parole chiave troviamo potere e autorità. E non possiamo non parlare del difficile e variegato rapporto con questi temi rispetto all’esperienza del Coronavirus.

Consapevoli che la relazione con il potere e l’autorità nel nostro mondo prendono forma dal modo in cui viviamo il nostro potere personale, comprendiamo quanto sia importante instaurare un dialogo con questo archetipo. Con l’obiettivo di esplorare e migliorare il rapporto con questo elemento centrale nella nostra vita.

Una prima domanda, semplice e potente.

Qual’è l’espressione del mio potere personale in questo momento storico?

Il potere de L’Empereur

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L’Empereur è il secondo archetipo di genere uomo che incontriamo nel Percorso del Bagatto e la differenza con Le Bateleur è evidente. La leggerezza e la possibilità di realizzare qualsiasi cosa che caratterizzano il primo arcano, ha lasciato il posto ad un atteggiamento impostato e caparbiamente rivolto al passato. Potremmo forse riflettere, pensando ad un arcano rovesciato e quindi fortemente chiuso in se stesso o palesemente rivolto all’esercizio del potere, che i passaggi negli arcani precedenti, lo abbiano formato attraverso tradimenti e fallimenti. E probabilmente molti di noi si riconoscono in queste versioni polarizzate de L’Empereur.

La ribellione a l’Empereur e a quello che rappresenta e l’idea di un mondo avulso dal potere ha a che fare con il modo in cui sentiamo dentro di noi questa parola. E, probabilmente, le esperienze che molti di noi hanno avuto con poteri prevaricanti e autorità cieche ci ha allontanato dalla possibilità di utilizzare il potere in modo sano ed utile.

Ma, se il Percorso del Bagatto è il percorso dell’evoluzione, come posso pensare a questo movimento di crescita come un beffardo scherzo della nostra incarnazione?

Così non è, se pensiamo al perché dobbiamo muoverci tra questi quattro arcani sperimentando soprattutto il senso del limite.

La libertà

Ne Le Bateleur incontriamo un concetto potente che è quello della libertà, parola chiave de Le Mat, arcano che lo precede.

Il passaggio dalla dimensione de Le Mat, come rappresentazione dell’Anima, all’incarnazione nel corpo fisico è il passaggio della contrazione, della restrizione, dell’entrata in una dimensione caratterizzata da limiti. Le Bateleur affronta questi limiti con spirito adolescenziale, pensando ad essi come inesistenti o comunque aggirabili, anche grazie alla capacità manipolatoria, in senso utile o meno che si voglia intendere.

Ma è ne L’Empereur che tali limiti emergono come conditio sine qua non della realizzazione in questa dimensione terrestre. E il concetto di libertà indecente spiega il diritto vantato da molti di noi di non doversi confrontare con questi limiti.

Così la parola potere cambia così forma e aspetto diventando la capacità di agire entro certe condizioni, come ben spiegato qui:

Tutto inizia col latino potis (“potente”, “capace”, da una radice indoeuropea che indica il capo, il signore), dal quale derivano potens (che può, potente) e il verbo del latino parlato potère (in latino classico era posse, da potis esse, “essere potente, essere capace”). Il sostantivo potere deriva quindi dal verbo, e ne mantiene le caratteristiche di concretezza e pragmatismo. Il potere è sempre in atto, è avere potere, capacità di influire, di determinare cose, persone ed eventi entro un certo raggio d’azione. Ha una natura intrinsecamente relazionale: è necessariamente potere su qualcosa o qualcuno, che lo accetta più o meno di buon grado; istituisce dei rapporti gerarchici, verticali.

da unaparolaalgiorno.it

Il regno de L’Empereur

Prima di tutto il limite è dentro noi stessi.

La nostra psiche è caratterizzata da movimenti di ogni genere, legati sia all’area dell’inconscio inferiore e superiore che all’area della coscienza dove abbiamo depositato schemi e dinamiche alle quali siamo particolarmente affezionati. Se non sono limiti questi!! E se li intendiamo solo come tali, non possiamo che vivere sensazioni di prevaricazione che ritroveremo puntualmente al di fuori di noi.

Nella realtà della nostra struttura energetica esprimiamo noi stessi all’interno di un sistema con precise leggi e gerarchie e la maggior parte delle volte “subiamo” questi movimenti nella totale inconsapevolezza. Ma questi limiti hanno senso nella relazione tra le parti, nella possibilità di far coesistere dentro di noi aspetti energetici diversi e situazioni contrapposte che altrimenti ci spaccherebbero in parti separate e non comunicanti. Come tra l’altro spesso avviene.

L’Empereur ci ricorda che la gestione di un regno è responsabilità.

La responsabilità

E anche qui, l’etimologia ci viene in aiuto.

La responsabilità è l’attitudine a rispondere. Non la sfacciataggine della battuta pronta, ma la capacità di rispondere reagendo alla situazione della vita in cui ci si trova. Non il vitalismo bruto da legge della giungla, ma l’inclinazione di tenore ieratico, divino a fare la propria parte.

da unaparolaalgiorno.it

L’attitudine a rispondere si forgia con l’esperienza. Non si diventa Imperatori in via teorica, ma affrontando le sfide della vita, scegliendo e facendo tesori di successi e insuccessi. Modulando, attraverso ognuno di essi, una maggiore vicinanza alla nostra vera natura, abbandonando pian piano schemi e dinamiche mutuate dall’esterno, per trovare la nostra vera espressione.

E poter quindi essere imperatori del nostro Regno.

Notavamo tra l’altro ieri, come nella metafora perfetta del Re e del Regno, sia tutto un stipulare accordi e patti, combattere per la difesa dei propri confini, preoccuparsi della sopravvivenza e del benessere dei propri sudditi, far prosperare e crescere i propri possedimenti.

Bastererebbe questo per scegliere la fiaba che più rappresenta il nostro Regno allo stato attuale. E a questo punto, l’happy end delle fiabe ha il suo perché, nella piena consapevolezza che il percorso d’Amore dell’Anima, aldilà della singola incarnazione, è sempre un percorso di realizzazione.

Quale fiaba rappresenta di più la tua esperienza di Imperatore? Che personaggio senti di rappresentare all’interno della tua fiaba? Cosa potresti fare, se fossi il Re del tuo regno, per risolvere i problemi che la fiaba ti porta?

Il Tao della coppia Regale

In tutte le fiabe ci sono Re e Regina. Oppure la Regina è morta per essere sostituita dal personaggio della principessa. Che nelle fiabe più moderne è sempre di più qualcuno che grazie al suo coraggio salverà il Regno. Che il Re ha creato.

Questo intrecciarsi delle parti, dove spirito e materia si alternano nei vari personaggi ognuno con un suo ruolo specifico per portare a compimento l’Opera, evidenzia come un Re sia indispensabile nella fiaba.

Pertanto non possiamo non fare i conti con questo Archetipo dentro di noi, per ricostruire un Tao equilibrato e dinamico che muova l’energia compatibilmente con le leggi di questa dimensione nella quale abbiamo scelto di esprimere il nostro progetto d’Anima.

E la cooperazione tra maschile e femminile nella nostra interiorità, ben rappresentata dalla manifestazione esterna quotidiana della difficile relazione uomo/donna di quest’epoca storica, diventa una priorità per il benessere e il ripristino dell’equilibrio a tutti i livelli.

A questo proposito segnalo il lavoro di Sara Cattò e il suo libro Imparare a innamorarsi, dove teoria ed esercizi pratici forniscono una via nuova e particolarmente efficace alla realizzazione del Tao interiore.

La volontà de L’Empereur

Nel Bateleur la volontà è primigenia, immensa, inarrestabile. Ma fondamentalmente immatura. Tesa a dimostrare soprattutto la sua presenza nella Vita data la paura sottesa del Vuoto che precede la nostra venuta sulla Terra.

Questo conflitto tra il Vuoto e la manifestazione a livello fisico nell’incarnazione muove tutto. E amiamoci nella nostra fragilità di non sentirci all’altezza del compito.

Nessuno ci chiede di fare più di quello che possiamo.

Ma la responsabilità di fare quello che possiamo è scritta nel nostro Dna e nell’archetipo de L’Empereur che ognuno può realizzare nella propria vita.

E allora, utilizzando le parole di Roberto Assagioli, lavoriamo per costruire un Empereur che sia espressione di una Volontà:

Forte grazie ad uno sforzo consapevolmente applicato per la realizzazione di un fine

Buona come capacità di impegnarsi ad inseguire mete giuste ed opportune

Sapiente come capacità di ottenere i risultati desiderati con il minimo sforzo possibile grazie alla conoscenza di Sé.

Com’è la mia Volontà in questo momento? Quanto riesco ad agirla senza essere preda delle mie paure o dei miei istinti? Cosa posso fare per rafforzarla?

Relazione con il padre

La relazione con il padre è un elemento fondante dello sviluppo di questo archetipo, e le generazioni fino agli anni ’80, e sicuramente anche oltre a seconda dei contesti sociali, hanno vissuto padri fortemente rappresentati da questo archetipo soprattutto nel bisogno di sicurezza e stabilità, a scapito di affettività ed emozioni.

Ma tant’è e se questo padre abbiamo scelto e per impegnarci ancora di più nella realizzazione di un Empereur interno equilibrato e consapevole della dimensione di fragilità che tenta ad ogni modo di controllare e gestire.

Anche qui l’assunto della famiglia d’origine rimane il seguente: nel progetto dell’Anima la scelta di un determinato assetto familiare (e non solo) è condizione per lo sviluppo delle potenzialità che abbiamo scelto di portare a manifestazione.

Quindi traumi ed esperienze che hanno come conseguenza scarso contatto con le emozioni o paura di non farcela hanno senso nell’ottica complessiva di apprendimento. Senza negare dolore e sofferenza per questo, è necessario ad un certo punto del percorso prendere atto dello scopo più alto del nostro movimento in questa dimensione, per rendere utile tutto il percorso che abbiamo fatto fino a questo momento.

Descrivi il rapporto con tuo Padre, senza omettere comportamenti e situazioni che hai sentito difficili e prevaricanti. Cerca le analogie con quello che stai vivendo oggi e senti il collegamento emotivo che genera in te, cercando di separare gli elementi esterni dagli elementi interni.

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de L’Empereur

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo de Le Pape. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

Scarica l’articolo “Onora il maschile e il femminile” di Sara Cattò

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