II – La Papesse

II-La Papesse

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con La Papesse.

Se vuoi saperne di più dell’obiettivo di questo lavoro, leggi qui

È l’Arcano n. II degli Arcani maggiori dei Tarocchi, in frequenza opposta e complementare all’Arcano I del Bateleur, maschile e attivo. Nel Bateleur parliamo dell’inizio, in quanto Arcano n. I e abbiamo a che fare con una energia molto intensa, attiva, proprio come si addice a tutti i semi che contengono la promessa dell’intera potenzialità. Per l’articolo sul Bateleur vai qui

Il femminile

La Papesse è un archetipo femminile e passivo, laddove passivo non è diminutivo o peggiorativo, ma una qualità diversa e indispensabile che in un’ottica di equilibrio degli elementi va integrata. Una qualità che ha molto a che fare con la ricettività, implicita ma non abbastanza per dare valore a questo termine.

Questa sottolineatura del passivo come faticoso rimanda ad un discorso più ampio riguardo alla valutazione di ciò che è legato all’energia femminile. Ma ne parleremo in altra sede.

Al momento sottolineo che nonostante l’evidenza di genere donna de La Papesse, l’energia di cui parliamo è presente anche negli uomini, che hanno sempre molte difficoltà nel contattare le caratteristiche energetiche di questo archetipo.

Le emozioni de La Papesse

II-La Papesse
II-La Papesse

L’elemento in cui La Papesse si muove è l’acqua, elemento femminile per eccellenza legato alle emozioni. Argomento perfetto direi per questo momento storico, dove le emozioni sono fortemente coinvolte, e il nostro secondo chakra, punto ancora dolente per gran parte dell’umanità, viene fortemente sollecitato.

Le emozioni sono collegate all’acqua. Questo anche perché, per loro natura, sono instabili e tendono a prendere la forma energetica di ciò che generandole, metaforicamente, le contiene. Cioè a dire che se è un ricordo bello a generarla l’emozione prende una frequenza alta come la gioia, ma se al ricordo è attaccato un episodio negativo la stessa energia si rimodula in una frequenza più bassa come la malinconia o la tristezza.

Mi preme sottolineare ancora come questi termini di basso e alto nel nostro pensiero diventavo valori e la necessaria attenzione ad evitare questa deriva culturale che distorce fortemente la natura delle informazioni fornite.

Una domanda che puoi farti, dialogando con questo archetipo è la seguente:

Quali emozioni si stanno muovendo in me in questo momento? A cosa posso collegare l’emozione specifica nel mio vissuto personale?

Il contenimento de La Papesse

Il lavoro sulle emozioni con questo arcano è un lavoro potente perché grazie a La Papesse possiamo agire sul contenimento, parola chiave fondamentale.

Il contenimento è un concetto strettamente legato alla gravidanza, che l’uovo, presente in alcuni mazzi, dietro La Papesse simbolicamente ci descrive.

Gravidanza e affidamento sono due vocaboli che, nell’inconscio collettivo, viaggiano insieme da sempre. Non dimentichiamo che l’attività di controllo esercitata oggi sulle gravidanze è un’attività recente e quasi insignificante per il nostro vissuto di specie umana.

Tant’è che nonostante la grande abbondanza di strumenti di questo tipo, la gravidanza è sempre vissuta dalla donna con una parte di mistero che, a seconda della struttura psichica prevalente, influenza fortemente il periodo della gestione con paure e ansie delle quali, razionalmente, non si comprende l’origine.

Ne La Papesse il concetto di affidamento si colloca, nel Percorso del Bagatto, sul livello della materia e quindi si modula, come significato, su quell’inconscio inferiore che costituisce parte del nostro mondo psichico.

Anche qui la parola inferiore non è utilizzata come giudizio di valore, ma sta ad indicare un insieme di istinti più legato all’evoluzione della specie umana e alla sua conservazione che al mondo spirituale, appannaggio dell’inconscio superiore.

Una domanda che La Papesse ci pone in questo ambito è:

Qual’è la tua capacità di contenere? Rispetto ad un processo di gestazione in senso ampio, qual’è la tua posizione? La subisci o l’accetti come parte del tutto?

L’affidamento e l’accoglienza de La Papesse

Il posizionamento di questo concetto nell’inconscio inferiore ci guida a considerare l’affidamento ad un livello meno evocativo di quello che la parola fede generalmente ci suscita. E ci introduce ad un altro elemento che La Papesse porta con sé ed è legato alla capacità di accogliere.

Accogliere può essere una scelta, ma è diversa dall’accettazione che prevede un passaggio nel mentale che può anche risolversi in un no. Invece ne La Papesse l’input primario non è la scelta ed è l’elemento della terra, energeticamente femminile, a spiegarci perché.

Nella terra e nei suoi cicli naturali, ci sono compiti e ruoli che sono parte del ciclo stesso ed è nel ruolo che ognuno ricopre ad essere implicita l’accoglienza di ciò che ne deriva. A prescindere dal piacere che si prova rispetto a ciò che c’è.

Questo non vuol dire che La Papesse sia inconsapevole, ma che in quella posizione la sua espressione massima è proprio attraverso il mettersi a disposizione per contenere e gestare ciò che c’è. Da questo punto di vista La Papesse ci insegna a stare con ciò che c’è, accettando l’evento sulla base di un affidamento spontaneo dato dal riconoscimento del ruolo che in quel momento si incarna. È un atto di resa, che non è l’arrendersi nell’accezione negativa che spesso gli diamo. È una resa cosciente del momento presente.

Una visione preziosa

Dal punto di vista psichico questa visione è oro.

Perché ci ricorda la nostra capacità di poter accedere a parti di noi pronte per sostenere quello che il ruolo, nello specifico ci richiede, al livello di età dell’Anima che ognuno ha.

Non accedere a queste parti è la conseguenza dei blocchi che nel tempo si sono creati dentro di noi, e che ricordo hanno la vera funzione di stimolo all’evoluzione e non di castrazione. La consapevolezza di poter accedere, lavorando su di noi, a questi 22 archetipi nel nostro mondo interiore, ci comunica una grande potenzialità di integrazione utilizzando risorse già presenti al nostro interno.

Allora un’altra domanda che La Papesse ci pone è questa?

Quanto sei nell’accoglienza di ciò che sta avvenendo, nell’ottica di una cooperazione con qualcosa che non puoi controllare? Perché poco? Perché tanto?

La madre e La Papesse

Riflettendo, tra le varie sollecitazioni della stanza, ci spostiamo sul concetto di madre, altra parola chiave di questo arcano.

La madre, soprattutto nella nostra cultura italiana, è spesso LA MADRE, e lo scrivo volutamente in caratteri maiuscoli per sottolineare il livello di aspettativa che si ha rispetto a questo modello ideale per cultura o educazione.

Ma attenzione perché se il discorso è vero per la madre esteriore lo è altrettanto per il modello inconscio che ci portiamo dentro e al quale possiamo rivolgerci quando abbiamo bisogno di quelle caratteristiche. E le aspettative che riponiamo all’esterno non sono certo da meno, nei giudizi e nelle valutazioni che operiamo rispetto alla nostra madre interiore, che può essere fragile o inadeguata al momento.

Qui le domande che La Papesse ci pone sono fondamentali perché riguardano la relazione con la propria madre, deputata ad accogliere le nostre fatiche emotive, in una culla psichica interiore alla quale aneliamo come Anime.

La relazione tra madre e contenimento può essere allora un ottimo spunto di osservazione per capire a che livello è la nostra madre interiore e la nostra capacità di auto contenimento. Soprattutto in un momento come questo dove il campo emotivo è fortemente sollecitato.

E ci può aiutare ad entrare in contatto con il nostro modello di materno, simbolicamente legato alla nostra Luna di nascita, e a leggerlo in un’ottica meno giudicata rispetto ai modelli imperanti.

Le domande su questo argomento sono molteplici. Mi soffermerei, nel dialogo interiore, su questa.

Quanto riesco ad accogliermi senza giudizio nelle mie paure e difficoltà?

Considerando che il rapporto con la madre fisica è alla base di un corretto sviluppo della propria madre interiore se riesco posso farmi anche questa domanda?

Quanto mia madre mi accoglie? Cosa sento rispetto a come, e se, mi accoglie?

La resa

Riprendo il concetto della resa de La Papesse per sottolineare un aspetto di conflitto che si può generare dentro di noi nel contattare questo aspetto dell’archetipo. Soprattutto per le donne, la libertà è una conquista recente. E non per tutte come ben sappiamo.

Pertanto questo aspetto che l’archetipo ci propone va letto alla luce dell’energia di questo modello. Quando si esprime questo modello comportamentale, la resa è l’atteggiamento naturale, come la Natura ben ci insegna nei suoi movimenti di vita e morte ciclici.

C’è un pezzo di noi che riesce a stare nel momento che c’è perché c’è la consapevolezza dell’importanza di essere quel pezzo dell’ingranaggio. Non riuscire a starci ha molte radici nella rabbia accumulata in secoli di svalutazione e abuso di questa capacità del femminile.

Quello che questo ruolo ci chiede, cioè la capacità di contenere quello che c’è grazie alla resa, prescinde da ciò che ci piacerebbe, perché in quel momento un pezzo di noi, sa che è importante farlo.

Qual’è il mio atteggiamento rispetto alla resa? Quanto reagisco all’idea che la resa sia una sottrazione di libertà personale?

La sapienza ne La Papesse

Il libro che La Papesse tiene in mano è un elemento evidente ed importante, che viene associato simbolicamente alla figura di Gesù Bambino, coscienza cristica come punto più alto dell’evoluzione della coscienza dell’essere umano.

Nell’ambito di questo progetto, il libro ci parla del frutto dell’esperienza. Il poter utilizzare la Vita, e nello specifico la vicenda storica, come motore di ricerca interiore, attraverso domande e risposte che l’esperienza stessa porta. In qualche modo anche il lavoro che stiamo facendo.

Un’esperienza che porta informazioni attraverso il movimento interiore. Attraverso la capacità di contenimento e la successiva capacità di trasformazione. Una sapienza che le donne hanno coltivato da sempre, in special modo quando l’istruzione non era un loro diritto. Ed è attraverso la tradizione orale che le donne hanno permesso il passaggio di spazi preziosi di conoscenza.

Che cosa sto imparando da questa vicenda? Che cosa porterò con me quando questo momento sarà passato?

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de La Papesse

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo de L’Imperatrice. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

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