Luna nuova in Cancro. Il quotidiano come risorsa.

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Viaggiare fa bene. Aiuta a guardarsi con occhi diversi. 

Mi accorgo che quando non viaggio, quando non interagisco con il mondo nella mia amata solitudine, l’occhio della telecamera della mia coscienza, si rivolta verso di me. Un primo piano continuo sulla mia vita. 

Il giudice a quel punto si erge e comincia a osservare la banalità di alcune parti della mia esistenza. Quei movimenti lenti, quotidiani, che costellano la vita di ognuno di noi. Allora mentre viaggio e guardo la gente che incrocio sulla passeggiata al mare o nei locali, mi rendo conto che ognuno di noi fa un grande sforzo per cercare di essere differente, per uscire dalla banalità e dare un senso diverso all’esistenza.

Come me, ci sono persone dove una parte energetica spinge perché questa banalità sia totalmente allontanata, generando impotenza e frustrazione. E allora capisco che questo stare nel quotidiano, ha proprio un fine di mediazione tra l’aspirazione spirituale dell’anima, il bisogno di essere degni agli occhi del Padre, e la realtà della vita terrena fatta di cicli, di momenti che scandiscono la giornata, di ritmi che ci rassicurano e ci danno uno spazio di vita, dove ognuno di noi si sente uguale all’altro. In comunione, senza sviluppare quei sentimenti di separazione e di competizione che solo in uno spazio interiore sano possono produrre frutti leciti.

Guardo chi cammina, chi si tiene per mano, chi porta il cane, chi mangia, chi è affacciato al balcone e guarda il mare, chi semplicemente parla, chi gioca con i suoi bambini, chi è nello spazio di uno sguardo, di una fotografia o dell’ascolto di un messaggio a un telefono. Quando viaggio, mi accorgo nuovamente che la vita è scandita da questo e quei momenti di apice, dove pensiamo di aver risolto i problemi del mondo oppure di aver raggiunto la felicità,  si dissolvono all’interno di uno spazio molto più ampio. 

L’etimologia di banale significa che appartiene a tutti, comune. È particolare che questa parola sia divenuta spregevole, in un mondo che ha bisogno dell’eccezionale per giustificare la propria esistenza. 

La banalità di una vita che scorre minuto dopo minuto, 24 ore al giorno, per anni, ci suggerisce di dare valore a questo spazio. 

La presenza nell’ordinario è la chiave di volta di ogni possibilità di altro, di quegli spazi di oltre che arrivano perché è solida la base del presente. 

È un grande sforzo ricordarmelo, e fare in modo che tutto questo non confligga con quella mia parte avventurosa e eroica che, spesso, fugge la normalità. Mi accorgo anche che i molteplici tentativi di essere eroica spesso mi hanno portato molto lontano dalla realtà e allora comprendo che il quotidiano è il terreno su cui poggia l’eroicità della vita.

Questa Luna nuova in Cancro mi parla della rassicurazione del nido, della fissità di radici che dinamicamente nutrono, dell’importanza del viaggio di nove mesi che ha reso straordinario quel mio primo respiro. 

Un movimento dolce, interiore che mi abbraccia e sostiene l’Eroe dentro di me. 

Dentro di te. Dentro ognuno di noi.

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