LUNA NUOVA IN CANCRO. L’ISTINTO DI NASCERE

Luna nuova in Cancro

Nei lavori su di sé, una importante fase è quella prenatale, all’interno dell’utero.

La fase prenatale, associata all’incoscienza e all’affidamento è una fase nella quale si iscrivono nella nostra psiche esperienze vissute attraverso le emozioni della madre o attraverso le sensazioni di un corpo in formazione.

Nessuno sa ancora bene cosa accada a livello psichico in quel mistero. Per evitare speculazioni su questa importante fase del nostro progetto di vita, si associa la psiche alla coscienza, facendo sì che essa prenda forma nei mesi successivi alla nascita.

Per il resto si fanno ipotesi “energetiche” che cercano riscontri nelle esperienze della nostra vita.

Il caldo

Questo caldo asfissiante, in questi giorni di Luna nuova in Cancro, ad un certo punto mi ha dato la sensazione di trovarmi in un grande utero.

Mi sono fermata e ho ascoltato questo caldo sulla mia pelle, circondata soprattutto da una sensazione di fermo, di immobilità che sento condivisa da molti. Un fermo interiore, aldilà del movimento esterno. Come se questo caldo umido e penetrante, questa cappa che ci circonda, impedisse una sana vitalità.

Se la fase prenatale è comunque una fase associata alla nostalgia di quell’affidamento totale a qualcuno che si è preso cura di noi e anche al succedere di una vita in formazione che conosce la sua strada, allora dovremmo sentire questo riecheggiare nelle sensazioni fisiche, emotive e mentali che ci circondano come qualcosa di positivo e auspicabile.

Invece fatichiamo, boccheggiamo, ci manca l’aria. Ci manca la Vita.

La Luna nuova in Cancro

Questa Luna nuova in Cancro ci sta parlando del nostro bambino interiore, in una fase in cui l’accudimento è promessa e necessità di sopravvivenza al tempo stesso.

Possiamo accudire ed essere accuditi sotto questa Luna. Sentire dove ci manca l’accudimento o dove esageriamo in esso.

La Luna nuova ci mette in contatto con l’essenza del segno zodiacale nel quale si forma perché le sue caratteristiche si sentono sia a livello yang, maschile, di direzione e consapevolezza, che a livello yin, femminile, cioè sensazioni ed emozioni.

Grazie a questa Luna possiamo fare il punto di dove siamo, rispetto all’accudimento e all’affidamento, e piantare nuovi semi da coltivare durante il ciclo dei 28 giorni della Luna.

Se abbiamo pianeti importanti in questo segno zodiacale, come il Sole, la Luna e i pianeti personali, queste tematiche ci si muoveranno intorno con una particolare evidenza e saremo in grado di sfruttare l’opportunità energetica per osservare i nostri movimenti interiori.

La Luna Piena che avverrà tra 14 giorni ci darà un nuovo punto di osservazione grazie all’opposizione con il Capricorno, segno nel quale l’autonomia e l’indipendenza fanno da contrappeso alla tematica dell’affidamento.

Lilith congiunta alla Luna nuova in Cancro

Ciò che mi ha colpito di questa Luna nuova è la presenza della Lilith congiunta.

La Lilith è definita la Luna nera, l’ombra della Luna, la sua parte nascosta.

Nel nostro tema natale ci mette in contatto con una parte molto potente, che ha bisogno per esprimersi di essere liberata da molte ombre. La principale è l’orfano, dove la dimensione dell’abbandono è potente e totalizzante.

Trovo interessante che in questo momento della storia del mondo, nell’evidente passaggio all’Era dell’acquario, questa Luna che esprime il bisogno di qualcuno che si prenda cura di noi, si esprima con un forte segnale di disagio rispetto all’accudimento stesso.

Disagio che leggo in questi 37 umidi gradi che ci soffocano e bloccano, invece di nutrirci. Disagio che leggo in questo vento caldo.

Dove la parola vento mi richiama il soffio, l’alito, il vento e lo spirito che ci parla

Una nuova visione di fiducia

La permanenza nell’utero è funzionale alla nascita.

Lo sanno bene le Anime al momento del concepimento.

La loro storia inizia da quel momento e il viaggio nell’utero precede e crea le premesse per ciò che si incontrerà successivamente alla nascita.

La sensazione che arriva da questa Luna nuova in Cancro congiunta a Lilith, con i nodi in Toro e Scorpione ben saldi nella loro tematica di fiducia/sfiducia è che quel tipo di accudimento, incosciente e totalmente affidato, forse non è più ciò di cui abbiamo bisogno. E nella ricerca di una nuova dimensione muoviamo campi energetici ed egregore che da secoli agiscono sui nostri campi di coscienza.

Poteri che stringono le corde del controllo, che negano la libertà, che ingabbiano le scelte, che ci costringono alla paura per gestire azioni e reazioni, sono espressione di “qualcosa” che ha compreso l’avvicinarsi di un cambiamento nel nostro principio di affidamento.

Un “qualcosa” che cerca di ricordarci che siamo piccoli, inermi, indifesi, spaventati. E abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi in quanto incapaci.

Le relazioni grandi-piccoli, genitori-figli, capo-dipendente, stato-popolo, sono dimensioni in cui il potere ha grandi spazi di manovra. L’Amore cambia tutti i parametri, ma sono realmente rare le situazioni nelle quali questa dimensione dell’Amore agisce in maniera pura.

Gli istinti di potere sono ben più reali degli istinti genitoriali. I primi li troviamo indifferenziati a qualsiasi livello sociale e culturale. I secondi dipendono dall’ambiente di riferimento e sono fortemente legati all’istinto di riproduzione della specie.

Solo un cambiamento di coscienza può spostarci da questo orizzonte. Un cambiamento supportato dall’anelito e dallo spostamento verso una dimensione di fiducia che ci veda co-protagonisti del processo e non soli fruitori.

Una consapevolezza profonda della responsabilità che possiamo assumerci, affinché il processo di affidamento diventi un processo dinamico e non passivo.

Nella passività c’è una rabbia che si sedimenta nella percezione della differenza di potenziale.

Nella partecipazione c’è un desiderio profondo a fare la propria parte, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista delle scelte, del libero arbitrio e dell’espressione di se stessi e del Sé. Una capacità di discernimento che è il frutto del lavoro sulle proprie esperienze e sui messaggi che da esse ci arrivano.

La presenza di Mercurio e Venere in Gemelli in XII casa, sottolineano questo aspetto. Imparo a separare (Mercurio) e a valutare rispetto al mio sentire (Venere). Riunisco poi ciò che è separato in un’unità che mantiene coscienza delle parti. E così, senza fondermi e perdermi nell’unità, amplifico la mia consapevolezza grazie al movimento e allo specchio che la relazione stessa mi permette di vivere.

Consapevole della mia parte nella vicenda che sto vivendo.

Se manca il discernimento, lo scioglimento nell’altro è la via per dimenticarmi di me.

E sperare che l’accudimento non abbia mai fine.

L’istinto di nascere

Se nell’utero abbiamo bisogno di questo accudimento, una parte di noi percepisce prepotente l’istinto alla crescita e alla Vita, e arriva un tempo in cui la separazione da quel sacco che ci ha custodito, diventa auspicabile, necessaria e vitale per la trasformazione da feto ad essere umano.

È quello che questi 37 umidi gradi, nel disagio, mi comunicano.

È tempo di ri-nascere.

Di uscire allo scoperto, di entrare nella Vita, di rendersi co-protagonisti della propria vicenda personale.

È tempo di riconoscere la propria autonomia e, confidando nello sguardo attento e amorevole del Padre, procedere riconoscendosi la capacità di mettere in gioco la propria visione.

Ne abbiamo fatta di strada. Nove mesi sono più che passati.

Giovanni 3,3-5

Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».  

Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 

Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Nasciamo dall’acqua, ma ora abbiamo bisogno di nascere dallo Spirito. Di ricevere il Fuoco e di agire. Da protagonisti nella dimensione che abbiamo scelto. Portando lo Spirito nella materia.

È ora di ri-nascere. Sono profondamente grata alla nostra Notte del Battista che nella cerimonia del Fuoco, ci ha introdotto a queste riflessioni, che man mano che procediamo nel nostro cammino, prendono forma e sostanza sempre più chiara.

Il lavoro che segue, nel video, è il frutto di un lavoro congiunto di Cabala e Tarocchi sulla carta del Giudizio. Un arcano che ben rappresenta il passaggio dall’Acqua al Fuoco. Il bisogno di superare i ristretti e necessari spazi degli istinti biologici per accedere alle immense praterie dello spirito.

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