Luna piena in Ariete. Amati.

Luna piena in Ariete. Amati

Con la luna piena in Ariete le tematiche legate alla rabbia, non risolta, la fanno da padrone.
E anche per me contattarla è stato importante.
Mi ha stupito il modo in cui l’ho fatto, perché è arrivata come una rabbia silenziosa, demotivante, come una sorta di virus che, annidato nelle profondità, succhia l’energia senza consapevolezza.
Quando l’ho vista, ho visto anche la parte di me che non vuole liberarsene.
Quella infantile, che usa la rabbia non espressa come una perfetta scusa per non agire e non assumersi le responsabilità di adulta.

Ma si sa. L’Ariete è un bambino e la Luna piena lo porta in superficie.

Cogli l’occasione dello specchio

Il passato torna a farsi sentire e, grazie a questo gancio, emergono aspetti non completamente integrati ed elaborati.

A dimostrazione del fatto che, la ciclicità delle occasioni energetiche che la vita ci offre, attraverso il ritmo del tempo, è uno degli strumenti a nostra disposizione. Uno strumento che tiene conto, amorevolmente, dei nostri tempi. Necessari per processare ciò che si muove dentro di noi.

Il passato torna e mi mette in contatto con la rabbia legata ai fallimenti e agli insuccessi, palesando il blocco dell’azione che cavalca Rabbia e sua sorella Paura.

La Rabbia manifesta un bisogno negato. La Paura nasconde il desiderio di ricontattarlo e soddisfarlo.

Un diritto alla soddisfazione che ci è stato sottratto dalle esperienze della vita. Ma, sappiamo bene, che nulla è gratuito. Tutto il processo di integrazione della rabbia passa attraverso la comprensione del senso di quella sottrazione. Èd è una meraviglia scoprirlo. Ma, prima, occorre attraversare il processo.

Ri-contattarla, ri-sentirla, elaborarla alla luce delle nuove consapevolezze e grazie al nuovo senso, integrarla.

La funzione della Luna piena

Le Lune piene ci consentono di sentire dove siamo nel dialogo tra le opposte istanze dei segni che si confrontano nello spazio del cielo.

La Luna fa da specchio alla luce del Sole. Grazie all’attenuazione della sua potenza, ci dà la possibilità di misurare il nostro grado di integrazione delle qualità del Sole.

In questa Lunazione, il Sole lo troviamo in Bilancia dove ci parla della capacità di portare equilibrio tra tutte (e sottolineo tutte), le parti in gioco grazie all’Amore, all’accoglienza e al rispetto. Soprattutto, rispetto alla legge universale della parità del bilancio energetico.

Debiti e crediti si pagano e si riscuotono.

Sei certo che quel bisogno negato non faccia parte delle poste in compensazione?

A questa domanda non c’è mai una risposta certa, se non nei termini di una elaborazione razionale dei vissuti. Appoggiandomi però all’esperienza empirica, soprattutto su orizzonti di una certa ampiezza di vita, non posso negare che la tensione all’equilibrio si percepisce.

E allora la rabbia che senso ha?

Ha senso come rumore di fondo della nostra vita, perché il bisogno in gioco, che sentiamo essere negato, è l’Amore.

La rabbia ci attraversa come una costante rispetto a questa negazione.

L’Amore è una qualità che tendiamo costantemente a mettere in campo (anche quando la neghiamo) ed è più facile accorgersi della sua (illusoria) mancanza che della sua (certa) presenza.

E la prima persona a cui neghiamo la soddisfazione del bisogno, siamo proprio noi. Sei Tu. Sono Io

Mi rendo allora conto che la rabbia è verso me stessa.

Per non aver esercitato la giusta accoglienza nei confronti della mia fallibilità.

Il pezzo che non ho integrato è il disagio e la vergogna verso coloro che hanno sostenuto un costo non scelto, quando ho utilizzato una risorsa non ancora sufficientemente matura per poter rispettare tutte le parti in gioco.

In piena fiducia attendere la mia possibilità di pagare ciò che devo e di riscuotere ciò che mi spetta. Nell’accettazione piena e consapevole dell’Amore che guida il movimento.

Accogliendo l’esperienza che la Vita mi ha portato.

Accogliendo il modo in cui l’ho vissuta nello stato dell’Arte della coscienza in quel momento.

C’è bisogno di amarmi. Non di giudicarmi.

Di accogliere gli errori come spazio necessario all’apprendimento, come l’Ariete ben sa, confidando in uno sguardo altro e oltre che vede cosa e come riequilibrare ciò che non sono stata in grado di fare io.

Dove è necessario, aldilà delle valutazioni condizionate e condizionanti del piccolo ego.

Nell’apertura a questa possibilità, tutto trova senso.

Perché alla luce delle comprensione di oggi, nulla di ciò che sono sarebbe stato possibile senza passare attraverso cui gli errori. E la luna piena in Ariete mi parla di coraggio, di manifestazione, di iniziativa e di attenzione al modo personale di come tutto ciò può essere espresso.

Esalta la sensazione di un Io che si riconosce in grado di incidere sulla materia e di lasciare un segno che parli di lui. Guardano nella direzione di elevare la motivazione al servizio che sostiene l’incisività.

L’Ariete, il coraggio e Michele

Ho fatto una lunga chiacchierata con Michele rispetto alla mia rabbia.

Con la sua modalità incisiva, ma amorevole, mi ha fatto comprendere tutto questo.

Si è aperto in me uno spazio di accettazione, di accoglienza di ciò che la mia coscienza riconosce come errore.

La risorsa appresa all’interno di questo processo fallato, rimane nel mio campo d’azione e può essere espressa ad un’ottava superiore proprio grazie all’integrazione della rabbia stessa che libera dal giudizio.

Chiediamoci, in questi giorni in cui tutto questo viene sollecitato, quanto quella rabbia non nasconda la difficoltà di parlare degli errori commessi e del conseguente disagio.

Di quanto ci consenta di riconoscerci come causa lasciandoci andare a Chi, di quella causa, sa cosa farne.

Accogliendoci con amore e dolcezza e nella piena consapevolezza che l’Equilibrio è qualcosa di superiore al nostro spazio di possibilità, sciogliamo questi grumi energetici.

Grumi che, come veri e propri buchi neri, assorbono risorse e nuovi orizzonti.

Ringraziamo quella rabbia che ci ha tenuto dove avevamo bisogno di stare, e grazie a Michele che proprio oggi si festeggia, tagliamo e lasciamo spazio.

Così che questo Nuovo possa cominciare a manifestare se stesso.

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