VIII – La Justice

VIII-La Justice

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con La Justice.

È l’Arcano n. VIII degli Arcani maggiori dei Tarocchi ed è il primo arcano della fila intermedia tra la materia e il cielo. Questa posizione descrive una sequenza di arcani predisposti a strutturare dentro di noi una personalità integrata e predisposta alla sua missione di servizio.

Servizio verso la nostra anima e quindi verso il nostro progetto di vita. E, allo stesso tempo, servizio verso l’Anima collettiva come parte integrante di essa. Emerge quindi chiaramente come il concetto di individualità si trovi a dover sviluppare un punto di equilibrio con uno scopo superiore che si serve dell’incarnazione temporanea come mezzo di esperienza.

La Justice è il primo archetipo di una sequenza il cui obiettivo è creare questa armonia tra la personalità e l’Anima con tutto il lavoro di assestamento e modulazione necessario per mettere la materia e il cielo in comunicazione grazie alla collaborazione tra personalità e all’Anima.

Lo sguardo della giustizia

La Justice è la prima carta che guarda palesemente dritto davanti a sé. In questo sguardo c’è una richiesta precisa di messa a nudo rispetto al suo messaggio. Ma la carta ha anche un collegamento diretto con il concetto di legge e quindi un giudizio che posso esercitare su di me o all’esterno.

Questo giudizio era già presente negli archetipi precedenti come conseguenza della comparazione di modelli di riferimento (famiglia, albero genealogico, etc.). Qui, invece, abbiamo per la prima volta la messa in gioco del Cuore, che avendo sede nell’Anima, appare chiaramente per la prima volta.

Questa presenza del Cuore è avvalorata dalla visione di una particolare energia d’Amore, quella del 2^ raggio, che colora l’Anima del nostro sistema solare. Ed entrando sulla scena l’Anima, questa energia comincia a sentirsi. Poi, per inciso, sul concetto d’Amore potremmo parlare tantissimo, ma al momento accontentiamoci di questa sfumatura.

Qual’è il mio concetto di Cuore? E di Amore? Come lo sento rispetto al concetto di giustizia?

L’Autorità de La Justice

VIII-La Justice
VIII-La Justice

La Justice ha nel numero il V+III e il risalto dato all’Imperatrice è evidente. Il punto di equilibrio è dato perciò dal mix tra il nostro corpo mentale e la capacità di connessione del Cuore, che poggia su un sano archetipo del Papa.

Il concetto di autorità, presente nel numero con due volte il IIII dell’Empereur, è qui un concetto sotteso, nel senso che più sono autorevole più sono in grado di dare una forma empatica alle mie consapevolezze, grazie ad una struttura che mi sostiene.

È evidente che in questo momento questo archetipo viene riflesso in un gioco distorto di specchi, ovunque. E ci mette continuamente a confronto su come questo archetipo si è sviluppato dentro di noi.

Un archetipo che ci parla chiaramente della nostra capacità di mixare le nostre esigenze personali, il nostro concetto individuale di giustizia e quel concetto più ampio che ha come scopo la costruzione di un mondo equo e giusto per tutti. Scivolando così in un assetto teorico che poco ci aiuta a capire le dinamiche quotidiane di questo arcano.

Mi servo dell’autorità per esercitare la giustizia? Sento la giustizia ingiusta? Dov’è il (mio) cuore in questo movimento della giustizia?

La dea Maat

Il mito egizio legato a questo archetipo è la Dea Maat, dea dell’armonia, della verità e della giustizia, protagonista della psicostasia egizia, la cerimonia nella quale il Cuore del defunto, nel viaggio nell’oltretomba dell’Anima, veniva pesato per deciderne le sorti.

Il mito quindi ci introduce a dei concetti strettamente legati tra loro perché la giustizia è tecnicamente parola di verità e l’armonia non possiamo averla se non inseriamo l’empatia come Verità del Cuore. Inoltre giustizia viene da giusto quindi di equilibrio

Ma questo concetto di equilibrio che la dea, e quindi l’archetipo, ci porta ci mette di fronte ad un interrogativo enorme.

Che cosa è equilibrato? Cos’è che mi dà la misura del punto di equilibrio? Ognuno di noi ha la sua giustizia ed entrano in gioco due concetti fondamentali di questa carta e cioè etica e morale.

Cos’è l’etica e cos’è la morale? Qual’è il confine fra questi due mondi e come posso farli sovrapporre?

Etica e morale

L’etica è il mio personale mondo di bene o di male e dovrebbe essere ispirato da principi superiori. Ma, questi principi superiori dipendono dalla mia età psichica, cioè dal livello di evoluzione dell’Anima e senza entrare nel giudizio, è indubbio che questi livelli siano anche notevolmente differenti.

Inoltre il concetto di bene assume svariate configurazioni soggettive e diventa difficile stabilire cosa è più etico tra due cose. E se prendiamo a riferimento principi esterni a noi è facile che sconfiniamo nel concetto di morale.

Dove la morale è il sistema di regole di comportamento comunemente accettate e che sono state considerate valide rispetto ad un certo modello culturale, educativo e sociale.

Questo argomento è di fondamentale importanza se pensiamo che nello sviluppo dei chakra della nuova umanità i due prossimi sono quelli dell’etica e della co-creazione e tengono conto, come era dell’Acquario, della presenza dell’altro.

Tutto quello che stiamo vivendo fuori è fortemente legato a questo argomento. Basta pensare alla mascherina e a tutti gli interrogativi che pone in ognuno di noi, sia che siamo a favore, sia che siamo contro.

Da dove nasce la difficoltà ad accettare degli spazi che contraddicono la mia etica, se sono consapevole che l’etica non è uno spazio privato? Ma se accetto regole che non sono le mie adeguandomi ad una morale esterna, e quindi subendo una forma di autorità psicologica dettata dal collettivo nel quale sono inserito, non sto negando me stesso?

Leggendo il numero de La Justice derivato da III+V balza all’occhio la correlazione tra la consapevolezza e ciò che arriva dall’alto attraverso Le Pape. Ma posso pensare che quello che arriva dall’alto mi sta aiutando a ridefinire i miei tratti in un’ottica più collettiva e meno individualista?

E sento una sollecitazione forte nel chiederci se quello che stiamo vivendo non sia una occasione. E questa oltre ad essere una riflessione è anche una domanda.

L’equilibrio de La Justice

Questo archetipo è spesso percepito come rigido e poco empatico. Niente di più lontano dalla verità. Il Cuore è il primo muscolo dell’empatia e qui ne abbiamo visto la forte presenza. Inoltre, nell’immagine è ben chiaro come il gomito sinistro della donna tenda a spostare quel punto di perfetto equilibrio, non raggiungibile sia nel punto dove ci troviamo, sia per il processo insito nel movimento di evoluzione, di per sé lontano da ogni idea di perfezione stereotipata.

L’equilibrio della bilancia è quindi un equilibrio dinamico ancora più in movimento del Carro, nonostante la sua staticita presente nell’essere seduta in una posizione che apparentemente sembra rigidità. Certo può diventarlo quando l’archetipo esprime intransigenza. Ma quanto fluire nell’altra polarizzazione dell’indulgenza dove non esiste nessuna capacità di prendere posizione.

Questo è un movimento fondamentale di questa carta, perché essendo la prima carta della fila del servizio è importante sviluppare una visione che tiene conto di tutti gli elementi e della loro relazione. Capacità indispensabile nel momento in cui si interagisce con gli altri in attività di sostegno. E la complementarietà con Temperance, ci apre a questa idea di guarigione come effetto dell’equilibrio interiore.

Per questo la struttura de La Justice rivela un archetipo che è espressione della capacità di discernimento rispetto a tutti gli elementi in gioco.

La responsabilità

La Justice è percepita anche come punitiva, perché punitiva è l’idea di giustizia che abbiamo, mutuata da una visione di peccato incistata nella nostra memoria. In realtà da quello che abbiamo visto emerge una chiara accettazione dei limiti che abbiamo, sia per la prossimità con un percorso nella materia denso di blocchi creati proprio in funzione della nostra evoluzione, sia per la nostra complessa struttura psichica.

Quello che in effetti però la carta ci chiede, nella più ampia considerazione di quello che siamo, è di non sottrarci alla responsabilità di un passaggio che da questo momento in poi possiamo, e dobbiamo fare, in quanto entrati nella fase dell’adulto. La Justice ci apre ad un percorso amorevole pur tenendo presente a che punto siamo.

Ma è un dovere entrare in relazione con questa carta leggendo le nostre rigidità o la nostra difficoltà a prendere posizione per comodità, difficoltà che abbiamo già incontrato nell’arcano VI e VII. E farlo, utilizzando le sollecitazioni di ciò che succede intorno a noi tutti i giorni, in questa vicenda del Coronavirus.

Rimetterci in gioco continuamente, cercando un centro di gravità dinamico, è molto difficile.

Anche perché percepiamo la flessibilità di questa carta come mancanza di struttura. Sotto, in realtà, lavora l’archetipo di un Imperatore che ha bisogno di avere il controllo. E controllare stando in un movimento dinamico è sicuramente più difficile.

Come mi trovo rispetto all’idea di un equilibrio instabile? Quanto sento di poterlo sostenere? Quanto mi permette di essere credibile rispetto agli altri?

La verità de La Justice

In questo archetipo la parola è di Verità ma sappiamo che la verità è soggettiva. E allora qual’è il riferimento che mi fa sentire questa verità valida, eticamente corretta, sostenibile?

Qui la verità da cercare è quella dell’aderenza al progetto dell’Anima, che possiamo leggere ad esempio nel tema astrologico di nascita. Quindi le vicende che coinvolgono questo archetipo toccano le strutture della personalità, che non ne vuole sapere di mollare lo status che fino a questo momento ha acquisito. E molte di queste informazioni mi arrivano attraverso il meccanismo dello specchio, della proiezione.

Per cui l’occasione di poter lavorare, anche grazie all’Hermite che vedremo domani, a questa continua ridefinizione di noi per renderci più coerenti con il Sé, ci porta ad affrontare movimenti interiori più importanti e con maggior possibilità di consapevolezza, proprio per il fine che questi movimenti hanno.

E questa ridefinizione ha a che fare sia con i vissuti personali, che in parte ho già contattato con Le Chariot, sia con quelli genealogici che hanno una matrice più collettiva.

Qual’è il mio concetto di Verità? Quanto sento di aderire ad una Verità che riconosco come mia e non come mutuata dall’esterno?

Friedrich NIETZSCHE

Concludo con una frase di Nietzsche che mi ha particolarmente risuonato in questa stanza.

Un sistema morale valido per tutti è fondamentalmente immorale. La morale è menzogna perché nega le istanze naturali degli uomini e tenta di addomesticarli

Se non abbiamo sviluppato Le Chariot in maniera sana, una capacità di gestire i nostri cavalli/istinti interiori, è chiaro che ci andremo a poggiare su una morale perché questo ci aiuta a farlo, pur ingabbiandoci in contesti stereotipati e che magari non ci appartengono affatto.

La lettura della stanza

I Tarocchi di Marsiglia continuano a farci dono di letture coerenti e integrati con il campo energetico che si muove nella stanza. La domanda è un consiglio per integrare al meglio l’archetipo che abbiamo lavorato.

Anche questa lettura, come le precedenti, svela il proprio significato man mano che si alimenta degli input energetici dei partecipanti. Una sollecitazione iniziale e un dialogo che si apre intorno e che alla fine porta in risalto il dono/significato per ognuno di noi.

La ferita dell’ingiustizia femminile emerge molto forte in questa lettura, evidenziando soprattutto il disagio come vincolo alla verità che la giustizia chiede di trovare. Interessante il rapporto Papessa, Imperatrice, dove quella ferita emerge trasmessa dal materno, dalla linea femminile (richiamando specifiche parti del Mandala Tarologico). Allora l’imperatrice diventa la possibilità di lavorare su quella ferita grazie alla consapevolezza e alla creatività, trovando spazi nuovi che trasformino l’Arcano senza nome in una occasione di proiettare quel vincolo de Le Diable, nell’energia libera ed espressa de La Maison Dieu.

Meravigliosa sincronicità: eravamo solo donne al momento della lettura. Grazie ❤️

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de La Justice

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo de L’Hermite. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

(Visited 255 times, 1 visits today)

Share this post