X – La Roue de Fortune

X-La Roue de fortune

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con La Roue de Fortune

È l’Arcano n. X degli Arcani maggiori dei Tarocchi e rappresenta un punto importante nel percorso del Bagatto. È uno switch, un cambio di frequenza del sistema. È simbolo di cambiamento e di movimento. La stanza ci ha regalato anche uno sguardo più profondo, che ci ha aperto una visione della collaborazione personalità/Anima particolarmente emozionante.

La Roue de Fortune è una carta veloce, dinamica, che riprende il moto dopo la stasi e la lentezza del tempo de L’Hermite, ad indicare una ripresa. Ma l’arcano X è anche un 10, cioè un 1. E in questo ricollegarsi al primo arcano dei Tarocchi ci ricorda il simbolo dell’Uroboro, il serpente che si mangia la coda, in un cerchio perfetto che simboleggia il continuo rinnovamento dell’energia, degli inizi e delle fini che si succedono continuamente, dell’eterno movimento del ciclo della vita, tratto fondamentale di questo arcano.

La vita, dall’inizio alla fine, è una ruota della fortuna.
(Philip Roth)

Il piano della mente

X-La Roue de fortune
X-La Roue de fortune

La Roue de Fortune è allora il simbolo della dinamicità. L’archetipo che agisce in noi è legato al piano della mente che, influenzata dallo scorrere del tempo e dalla paura di morire, si muove così come la sua natura aerea chiede. Polarizzandosi però frequentemente in un movimento frenetico per sfuggire a se stessa.

È un punto di passaggio tra l’Imperatrice, arcano n. III e l’Etoile, arcano n. XVII, due archetipi del piano mentale in ordine di densità decrescente. In quanto passaggio ci dà la possibilità di salire o scendere nel piano di densità.

La Roue de Fortune è il passaggio ad una condizione mentale diversa, un cambio di frequenza frutto del lavoro con gli archetipi precedenti grazie ai quali ci siamo liberati da schemi e dinamiche di paura. Allo stesso tempo questo Arcano ci ricorda l’instabilità del processo, dovuto al dinamismo stesso e all’elemento sul quale la Ruota poggia.

Tant’è che possiamo immaginarla come una zattera su un’acqua che può essere più o meno calma e che ci parla del condizionamento ancora molto forte a questo livello del piano emotivo su quello mentale.

Proviamo a pensarla a rovescio quindi, mentre manifesta il suo disequilibrio.

L’acqua sale in primo piano, la ruota gira al contrario e la fanno da padrona la scimmia e il coniglio.

Come gira in questo momento la mia ruota? Riesco a rimanere stabile in questo vorticoso movimento della mente sollecitata da tutto ciò che mi circonda?

I personaggi

Su La Roue de Fortune ci sono tre personaggi a dominare la scena.

La scimmia ci parla del chiacchiericcio vorticoso della mente, dovuto a tutti gli automatismi presenti in noi, che partono sulla base di sollecitazioni paragonabili ad un apri file di default nel nostro sistema operativo.

Il coniglio, o cane, rappresenta il nostro amore per la zona confort e le abitudini, che rispetto agli automatismi precedenti, prevedono già uno spazio di scelta consapevole. Anche se sappiamo che la permanenza in queste zone è frutto della nostra natura animale e conservativa. Ma anche dei meccanismi di difesa sviluppati in conseguenza di traumi ed esperienze che hanno prodotto in noi dolore. Un dolore dal quale, rimanendo in queste zone, ci difendiamo.

La sfinge, corpo di leone con ali ancora velate e faccia di uomo abbozzata, è il nostro osservatore che, a questo punto del percorso, si è formato e possiamo utilizzare. Per guardare, dall’alto, il meccanismo incessante delle nostre dinamiche e decidere, grazie al libero arbitrio, di optare per scelte diverse da quelle che l’automatismo o il confort ci portano a privilegiare.

Trovo interessante che i tre personaggi cooperino allo stesso movimento. Più la dinamica agisce, più l’osservatore può sviluppare consapevolezza e comprensione, riuscendo ad aumentare il potere della spada che tiene in mano. Un mentale agito e gestito da una Volontà superiore che, da un certo momento in poi, può decidere di sciogliersi dall’influenza degli animali sottostanti.

Il movimento de La Roue de Fortune

Per me la Roue de Fortune non sta mai ferma. È contrario alla sua natura. Ma allora il suo disequilibrio come si mostra?

L’attività frenetica è chiara, perché tutti conosciamo il dominio della mente soprattutto negli stati di rabbia. Qualcosa che agisce in completa autonomia e del quale ci rendiamo conto solo dopo che lo tsunami è passato, rendendoci conto dei danni che ha lasciato dietro di sè.

Entrambe le polarizzazioni hanno a che fare con una manovella che, utilizzata, fa girare la ruota al contrario. Allora l’altra polarizzazione la sento legata alla paura. A quello stato di congelamento che si innesca quando la mente, comunque frenetica, agisce introiettando nel sistema psichico le conseguenze e congelando la persona in uno stato di passività.

Quindi non è la Roue de Fortune che si ferma, ma il sistema psichico.

Preciso che questo tsunami si ha quando rabbia e paura si innescano reattivamente.

Un uso consapevole di questi due spazi è oro per chi, animato da Volontà Sapiente, legge al loro interno i segnali per correggere la rotta e si attiva per recuperare tutta l’energia che viene invece utilizzata per mantenere uno stato di eccitazione esteriore o interiore. Movimento necessario a non far depositare ciò che si agita all’interno e che andrebbe visto.

In che modalità sta girando la tua Ruota? Riesci ad individuare che tipo di movimento si è innescato nel tuo presente e perché?

La Fortuna o il destino

Preferisco avere una goccia di fortuna che una botte di saggezza.

(Diogene Il Cinico)

Trovo questa frase una perfetta rappresentazione del passaggio da L’Hermite a La Roue de Fortune.

Sappiamo che il movimento tra gli archetipi è proprio del Cammino dell’Eroe, ma questo Cammino non è un obbligo per chi si incarna. Almeno non nel senso che intende la nostra personalità.

Il nostro libero arbitrio si può esprimere anche come scelta di non procedere oltre. Rimanendo in quell’archetipo de L’Hermite cristallizzati nella convinzione che tutto quello che c’è da sapere si sappia e sia su quel piano.

Piano che, come abbiamo visto, deriva sì dal lavoro combinato de La Justice e de L’Hermite, ma che bloccandosi in quel punto, denuncia disequilibri non risolti nei passi che li precedono. E dei quali non ci si vuole assumere la responsabilità dell’integrazione.

Allora che cos’è questa goccia di fortuna?

Per molto tempo la Fortuna è stata percepita come una dea bendata che dispensava il caso senza spiegazioni. Ma, per molto tempo la coscienza dell’umanità è stata impegnata a sollevarci dal piano animale della pura sopravvivenza e riproduzione. Non c’era molto spazio per l’osservazione degli altri contenuti. Anche se i saggi di ogni epoca, con un doveroso omaggio a Dante Alighieri, avevano intuito la stretta correlazione tra la Fortuna e Dio.

La Fortuna è ministra di Dio come esecutrice del suo volere e dispensatrice della Divina Provvidenza.

Che reazione mi provoca l’idea che la Fortuna non sia indipendente dal mio agire?

Libero arbitrio e libertà

Inevitabilmente in questa affermazione si solleva l’assunto che allora al destino non ci si può sottrarre, visto che è amministrato da Qualcuno con il quale non abbiamo nessuna possibilità di dialogare, se non pregando o questuando. Utilizzo appositamente questa parola perché rivolgersi alla fortuna è spesso un modo di sentirsi poveri (di risorse aggiungo) e invidiosi (ombra tipica dell’Orfano).

Questo è vero se ci sentiamo un caso appunto, fortuito.

Se invece assumiamo la posizione rilevante di sperimentatori del divino in questa esperienza di incarnazione, non possiamo che cogliere in queste parole, il necessario e auspicabile avanzamento che quella goccia di fortuna ci dona.

Perché il libero arbitrio è la facoltà di scegliere tramite la volontà all’interno di un sistema condizionato.

Ma quella condizione è il progetto dell’Anima che abbiamo scelto di incarnare, manifestando come scintilla del divino, una volontà di collaborazione che produce gli eventi necessari nella nostra esistenza.

Allora la libertà diventa la capacità di interpretare proattivamente o meno ciò che ci accade. E sottolineo proattivamente o meno. Perché nessuno ci obbliga a far nulla della nostra Vita.

Ma ha senso non farne nulla?

Scena finale Blade Runner

Funzionare o vivere?

La Roue de Fortune ci porta in questo dilemma.

Possiamo anche non decidere da che parte andare. E possiamo anche tentennare e rimanere in dubbio per molto tempo.

Quello che dobbiamo considerare è che l’ingresso nella fila successiva, quella degli arcani XI-XX è un passaggio verso la scelta di collaborazione consapevole con il progetto dell’Anima.

Con il conseguente riconoscimento della gerarchia spirituale Monade (Spirito), Anima (Sé) e Personalità (Io).

Sull’argomento del funzionare o vivere vi lascio alla lettura di uno scritto di Vittorio Viglienghi, illustre divulgatore della Psicosintesi di Roberto Assagioli. Uno scritto illuminante per le riflessioni che porta e per tutte le domande che ne conseguono.

Funziono o vivo? Questa domanda che sensazioni crea in me?

La sorte

La Fortuna è ciò che porta la sorte che è la forza che regola le vicende umane.

Le vicende umane sono il riflesso delle dinamiche dei nostri processi energetici. Questa riflessione mi ha sollecitato un’ulteriore indagine sulla parola sorte. La sua etimologia è legare insieme.

E ho pensato che La Roue de Fortune è anche una ruota della Vita, così come lo è la Ruota dello Zodiaco. E di conseguenza è anche un simbolo del nostro tema natale astrologico, mappa perfetta delle potenzialità energetiche che siamo venuti a realizzare sulla Terra.

Nel tema natale astrologico sono descritte le energie da esprimere durante l’incarnazione, definite da vari elementi tra cui domina il segno zodiacale.

Ma il tratto veramente rilevante per la lettura dell’esperienza che viviamo sono gli aspetti astrologici, cioè i legami che tengono insieme due o più energie e che esprimono le posizioni di attrazione e repulsione che sperimenteremo nel processo di apprendimento.

Allora la sorte altro non è che il frutto di questi aspetti/legami. Che fanno parte del progetto che ho deciso di incarnare.

Quindi la sorte è lo svolgersi del mio progetto dell’Anima.

E la parola fortuna diventa esattamente uguale alla parola sfortuna. È solo un problema di prospettiva.

“Eccomi”

Riprendendo il tema del passaggio che questo Arcano ci chiede di fare, torno al tema della consapevolezza della collaborazione.

Vi invito ad ascoltare l’ultima parte della registrazione per le riflessioni intorno a questo tema, e mi limito a scrivere qui, la frase che ha chiuso la stanza, come sintesi dell’atto di Umiltà (da humus, fertile) che la Personalità può esprimere in piena coscienza di sé e del suo ruolo in questa esistenza.

Ascolto, comprendo e accetto. Non sono più nulla della mia Vita. Non ho più volere se non quello di essere in questo Amore e vivere questa unione con Dio (direbbe Maria).

Con la mia Anima (dico io).

Lettura della stanza

È stata una stanza intensa ed emozionante, dove dentro di noi si muovevano consapevolezze di Amore e Unione davvero importanti. E la lettura ci ha donato un messaggio importante.

Le Monde è ciò che dobbiamo realizzare. Trionfo di una Vita che ha realizzato la sua missione nel mondo. È La Papesse a sovrintendere questo Cammino, contenendo amorevolmente tutto ciò che il processo ci procura e mettendoci in contatto, strato dopo strato con la nostra Sapienza originaria. Della quale siamo frutto se consideriamo che La Papesse ci parla di umiltà come fertilità e che Le Monde è la chiara rappresentazione di un utero che gesta un Eroe, potenzialità che tutti abbiamo al nostro interno.

L’Arcano senza nome è la sintesi della nostra stanza. Qualcuno la chiama Morte, sottolineo che è un Arcano senza nome ed in questa definizione c’è la perdita della personalità come maschera per consentirci il passaggio in Temperance. Prima manifestazione incarnata della nostra natura divina.

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de La Roue de Fortune

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo de La Force. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

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