XI – La Force

XI-La Force

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con La Force

È l’Arcano n. XI degli Arcani maggiori dei Tarocchi e rappresenta il primo passo in una nuova frequenza dei Tarocchi. Quella necessaria per tornare a casa.

La stanza è stata impegnativa e ringrazio tutti i partecipanti della presenza e dell’attenzione. Ho dovuto parlare di concetti tecnici, necessari a spiegare alcune prospettive dell’arcano, concetti che hanno impegnato i non addetti ai lavori. Anche nell’audio della stanza si sente il tratto confuso, in pieno brainstorming. Ho cercato nell’articolo di sintetizzare al meglio quanto è emerso.

In ogni caso, riflettendo a posteriori questo è, a mio avviso, un forte segnale energetico del punto in cui siamo.

Il percorso

L’entrata in questo percorso riguarda una parte di noi meno attiva, più sotterranea e intuitiva e ci chiede una posizione di ascolto più rilassata e fiduciosa. Qui il concetto tecnico entra come una leva per aprire a qualcosa di inaspettato e capirlo può anche non essere importante.

Il volo che permette l’insieme porta in un punto di osservazione più alto. E il risultato è stato sentire questo Arcano più vicino e identificare meglio ciò che l’esperienza con questo archetipo può portare.

La Force è un vero e proprio portale, dove la presenza di una capacità di parola fortemente caratterizzata da connotati maschili anche per l’immagine, dà a questa carta un’aura di autorità. Anche la sua posizione nel Percorso del Bagatto, in una colonna dove è preceduta da L’Empereur e seguita da La Lune, conferma il concetto di potere di cui parleremo tra un po’.

Il ritorno alla Luna

Il Percorso del Bagatto è un altro modo di rappresentare il percorso energetico dell’uomo grazie ai suoi elementi primari di Sole, Luna e Ascendente.

Il richiamo all’astrologia mi consente di poggiare il ragionamento su una base logica, ovviamente là dove ciò che l’astrologia dice, in particolare quella quantistica, sia percepito come valido.

Ricordo che il tema natale di nascita rappresenta un potenziale da realizzare e, quindi, un punto di arrivo di un percorso che si snoda partendo dalla nostra Luna. Pianeta che simbolicamente rappresenta il custode del sogno dell’Anima, e quindi come tale ne è perfettamente a conoscenza.

Conoscenza che si perde proseguendo nella Vita, perché diventa necessario sviluppare strumenti nel mondo della materia per, inizialmente, sopravvivere fino ad autorealizzarsi. In questo procedere la Luna tende a nascondersi, lasciando spazio ad una personalità sempre più modulata sui tratti del nostro Ascendente.

Ma non è lui il vero padrone di casa e, ad un certo punto, il Sole reclamerà il suo trono con la comparsa di tutto ciò che possiamo racchiudere in una selva oscura nel mezzo del cammin di nostra vita.

La ricerca dell’androgino

Gli archetipi incontrati fino alla carta X ci parlano di questa parte. La discesa nell’Inferno e la revisione del Purgatorio ce la spiegano bene gli arcani VII, VIII e VIIII. Ma ora siamo pronti a muoverci verso il recupero del sogno e, per far questo, dobbiamo recuperare l’energia della Luna e prepararci ad un cammino in un mondo di Archetipi più legati alla ricettività e all’intuizione.

Questo cammino è molto faticoso perché viaggia di pari passo all’affidamento, tema caro a Le Pendu, arcano successivo. È faticoso per le donne, ma molto più per gli uomini, dove l’assetto culturale e dei modelli di riferimento, non aiuta il reintegro di questa parte del Sé. Il cammino in questi nuovi Arcani ci porterà fino a Le Jujement dove Sole e Luna, perfettamente equilibrati, risorgeranno nell’Androgino, simbolo primo della sintesi fra gli opposti.

In che punto del percorso dantesco ti senti? Riesci a distinguere dentro di te i mondi dell’Ascendente, del Sole e della Luna?

Il potere

XI-La Force
XI-La Force

Riprendiamo questo concetto da L’Empererur. Il potere è sempre in atto, è avere potere, capacità di influire, di determinare cose, persone ed eventi entro un certo raggio d’azione. Ha una natura intrinsecamente relazionale: è necessariamente potere su qualcosa o qualcuno, che lo accetta più o meno di buon grado; istituisce dei rapporti gerarchici, verticali.

L’immagine de La Force è la raffigurazione di questa gerarchia e, generalmente, in questo arcano si individua il potere dell’Anima sugli istinti animali dell’uomo. Le nostre riflessioni ci hanno portato altrove.

Per parlare del potere partiamo intanto dal cappello dell’archetipo, elemento che lega La Force (XI) a Le Bateleur (I). Entrambi hanno un cappello che ricorda il simbolo dell’infinito, che però all’epoca della comparsa dei Tarocchi non era ancora conosciuto.

Il cappello de Le Bateleur è un 8 rovesciato, un modo con cui i Romani indicavano il numero mille che era, all’epoca il punto massimo conosciuto. Ben si lega questa interpretazione al potenziale da realizzare che la carta esprime e che ci richiama il collegamento con la Luna.

Il cappello de La Force è invece un analemma cioè una curva che deriva dall’osservazione del movimento apparente del Sole in un anno, dallo stesso identico punto. Quel punto siamo noi visto che il sistema astrologico è geocentrico e noi siamo simbolicamente, su quel piano, la Terra.

Il Sole si mostra quindi nel punto più alto della carta, ma sopra emerge un residuo di corona. Potenza da recuperare o residuo del potere temporale dell’Empereur da sublimare? Entrambi ovviamente, visto che ogni Archetipo rappresenta un movimento.

Come esprimo il mio potere attualmente? Dove e con chi?

Il Leone

L’altro elemento importante parlando di potere è il Leone, rappresentazione della parte istintiva e animale dell’uomo. Un leone, tenuto a bada in maniera elegante e strategica dalle mani che tirano fuori la lingua e tengono aperta la bocca. In un atto di ribellione, l’animale si morderebbe la lingua, in un vero e proprio atto autolesionista.

Per quanto elegante sia il movimento è indubbio che la manovra sia castrante. Ma il Leone va tenuto a bada perché è quella parte di noi che non vuole mollare il potere, cioè l’Ascendente e tutti gli elementi della psiche che fanno parte della sua corte.

Il Leone però è anche energia, fuoco, intensità e rappresenta il Sole. Non si può rinunciare alla sua energia vitale, ma qui il rischio che l’energia maschile domini è forte, impendendo l’entrata in gioco degli indispensabili elementi lunari.

Ci viene in aiuto il mito di Ercole che ci racconta una paradossale via di soluzione seppur in maniera enfatizzata dallo spazio del mito.

Ercole e il Leone di Nemea

Il Maestro disse ad Ercole “Va’ cerca il Leone che devasta la Terra”. Ed Ercole, armato di sola clava, cominciò a cercarlo. Lo trovò alla fine in una grotta, ma non riusciva a catturarlo. Si accorse che la grotta aveva due aperture, una posteriore ed una anteriore. Chiuse con tutta la sua forza quella posteriore ed entrando da quella anteriore lo soffocò a mani nude.

Nella frase del Maestro non posso non leggere la proiezione di una energia maschile (negli uomini e nelle donne) che devasta la Terra, sia in termini psichici riferiti alla nostra interiorità, sia in termini materiali riferiti al mondo intorno a noi. E quindi l’importanza del percorso del recupero dell’energia femminile, lunare.

La grotta è un altro simbolo importante dove avvengono cose fondamentali. Da un punto di vista fisiologico la grotta ha a che fare con la nostra ghiandola pituitaria che governa il VI chakra, quello della visione, rappresentata anche nel cappello de La Force.

Una ghiandola con due lobi. Uno anteriore, legato alla parte razionale, e l’altro posteriore, legato alla parte emotiva. Ercole chiude il posteriore ed entra dall’anteriore.

Il paradosso della via spirituale

Sì, nessuna fuga dalla realtà in mondi immaginari.

Bensì l’uso efficace e massimo di una mente sviluppata nell’arcano precedente, il X, che è ben conscia da quella posizione della necessità di gestire e controllare parti psichiche che attaccano per paura di morire.

Dietro al Leone ci sono la scimmia e il coniglio. (Mi viene da sorridere pensando ad una pubblicità che dice scappi mentre sei inseguita da un branco di conigli inferociti. Magie della sincronicità).

Il controllo della parola che l’atto della donna esprime nel tenere la bocca del Leone aperta, è lo sviluppo della capacità di usare il verbo creatore (ve lo ricordate nel Bateleur?) collegando il cervello alla lingua. La mente superiore allo strumento necessario, parlando dosando il verbo.

Quello che Ercole soffoca è un Leone che usa la parola per distruggere. Un V chakra che si esprime come mezzo di solo potere sugli altri.

Sarà per questo che l’Anima qui lavora da dietro le quinte, come quella maschera sul suo volto mi dice? Ipotesi attendibile ricordando che in latino maschera si diceva persona.

Riesci a definire come si sta muovendo il tuo Leone interiore? Senti che la tua parola è equilibrata oppure no in questo contesto?

L’Anima umana

Questa maschera sul personaggio che rappresenta l’Anima ha sollecitato anche una domanda sul perché di quest’azione. Se la gerarchia che abbiamo visto è valida e gli spazi di azione così differenti tra loro, l’Anima potrebbe ben decidere in autonomia come gestire quel Leone.

Sappiamo però, essendo emerso già negli altri archetipi, che esiste un rapporto di collaborazione tra le parti che ad un certo punto diventa noto e agevola il processo di comunicazione.

Però, pensandoci bene, visti gli oggettivi limiti del tempo e della materia che noi incarnati viviamo, in fondo l’Anima potrebbe anche avere molte più frecce al suo arco e, quindi, essere più coercitiva nello spingerci a collaborare ottenendo più velocemente il suo obiettivo. Emerge forte qui il potere, non è vero?

Immagino allora l’Anima come qualcosa che ha già vissuto il nostro cammino e ha quindi uno sguardo amorevole sulle nostre difficoltà, paure, tentazioni e ripensamenti. E la sua pazienza è molto ampia. Questa visione però non mi convince del tutto. Sento che sottolinea una differenza tra lei e noi, mettendo una distanza che ci contamina con la solita sensazione di indegnità rispetto ad una perfezione così lontana da noi.

E mi sono venuti in mente i nodi lunari.

I nodi lunari

Vi ringrazio della pazienza e dell’attenzione per essere arrivati fino a qui. Vi chiedo un altro piccolo spazio per arrivare a darvi quella visione dell’Anima come vera compagna di viaggio, con la quale condividiamo anche timori e paure.

Tecnicamente i nodi lunari sono i punti di intersezione, e quindi di incontro, tra i piani che descrivono il percorso della Luna e quello del Sole. Le due parti dell’Anima.

Il Nodo discendente o Sud, detto coda del drago ha a che fare con il Karma. Il Nodo ascendente, o Nord, detto testa del drago ha a che fare con il Dharma. Potremmo quindi dire che sono il punto di partenza e il punto di arrivo dell’Anima.

Anche lei ha un percorso da fare allora. E con chi lo potrebbe fare se non con noi?

Quindi noi facciamo il nostro percorso di conoscenza e sviluppo delle nostre potenzialità e Lei fa il suo di purificazione delle energie dei Segni zodiacali. E il suo percorso costituisce il macro orizzonte all’interno del quale si muove il nostro.

Per cui ogni nostro passaggio influisce anche sul macro orizzonte e, in effetti i nodi, in un tema natale astrologico, non sono mai incoerenti con il resto della struttura.

Siamo uniti dallo stesso movimento.

Karma

Diventa necessario esplicitare cos’è Karma e cos’è Dharma.

Intanto i nodi, legati a karma e dharma, rimangono nello stesso segno zodiacale 18 mesi e fanno un intero giro dello Zodiaco in circa 19 anni. Interessano quindi più anime incarnate nello stesso momento e possiamo inquadrarlo come un lavoro dell’Anima collettiva, un movimento di una parte della Rete degli esseri umani.

Per spiegare i concetti invece, prendo una frase da www.unaparolaalgiorno.it rimandandovi alla lettura per chi vuole approfondire.

Il karma è un qualcosa che viene creato tramite l’azione e che produce effetti positivi o negativi (nel senso della nostra etica personale) a seconda della sua aderenza o meno al dharma.

Il karma si poggia su un terreno conosciuto e ha un grande potere di attrazione che tende a riportarci lì dentro. Il dharma è il suo opposto e in perfetta linea con il meccanismo dell’evoluzione crea una forza che si contrappone a quella del karma. A noi scegliere come vincere questo tiro alla fune, giorno dopo giorno, atto dopo atto.

Che cosa penso del mio karma? Cosa so di questa parola? Penso che le mie disavventure o problemi siano legati al mio karma?

Siamo figli della nostra Anima

Tutto questo mi porta ad una conclusione avvalorata dall’immagine dell’Arcano.

Un leone all’altezza del grembo della Forza, che non possiamo dire se sia appoggiato o se ne emerga.

E se noi fossimo le sue parti ancora non risolte?

La sparizione dell’Anima coinciderà con la nascita della Personalità integrata. E se fosse il momento del suo rientro nella Monade, cioè il ritorno allo Spirito dal quale si è separata per portare avanti la missione della Conoscenza del Bene e del Male?

Da questa prospettiva il rapporto tra noi e l’Anima è allora qualcosa di più di una collaborazione funzionale ad uno scopo condizionato da una gerarchia di posizioni.

È una danza dell’Anima con se stessa e noi siamo parte integrante di quest’Anima. Nessuna posizione gerarchica. Solo dimensioni diverse e strumenti diversi da utilizzare.

Il Leone è lo strumento. Un Ego che dobbiamo utilizzare per muoverci in questa dimensione. Un Ego costituito da parti risolte e da parti da risolvere, che poggia sulla complessa struttura energetica che ci contraddistingue in questa specifica dimensione terrena.

Un meccanismo meraviglioso, in tutti i sensi, che produce continuamente innalzamenti della frequenza vibratoria personale e collettiva.

Perché l’unica cosa a cui veramente aneliamo, come Anime, è raggiungere la fusione con quello stato di frequenza che si chiama Amore incondizionato.

Grazie Daniela

Un doveroso omaggio a Daniela e alla sua domanda se l’Anima per il suo progetto sceglie con criterio.

L’Anima non sceglie niente perché Tu sei già Lei.

Il problema è cosa è quel Tu. Se lo identifichiamo con il Leone, mettendo quella maschera sopra la testa dell’Anima, non solo sentiremo la distanza ma anche l’impossibilità di essere all’altezza della missione. E avremo bisogno di ricorrere a parole come pietà e compassione per sperare in un giudizio dall’alto che tenga conto della possibilità di cadere in errore, conditio sine qua non del lavoro di apprendimento, e che sia lieve nella pena. Con l’inevitabile successivo emergere di risentimento e rabbia per l’ingiustizia che trapela.

Se, invece, ci lasciamo andare a questa consapevolezza dell’unione, non può che esserci Amore perché già siamo una cosa sola e camminiamo accanto, tenendoci la mano.

Amore incondizionato
Amore incondizionato

Ne La Force abbiamo appena cominciato a svelare questa Verità. Ma ne intuiamo la potenza guardando La Force e La Papesse che si guardano.

Nei loro numeri emerge il potenziale dell’evoluzione del principio femminile.

Il 2 de La Papesse che torna nella somma dell’11.

E la X de La Force che prende il posto del I de La Papesse, proprio a sottolineare il cambio di frequenza di cui parlavamo.

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de La Force

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo de Le Pendu. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

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