XII – Le Pendu

XII-Le Pendu

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con Le Pendu

È l’Arcano n. XII dei Tarocchi di Marsiglia e l’energia di questi nuovi archetipi si fa sentire. Stiamo scendendo in profondità e le riflessioni che ci portano sono in sintonia con l’energia di Pasqua che sta avanzando. Morire per rinascere è un tema caro a Le Pendu e non abbiamo perso l’occasione di guardarlo da diverse prospettive.

Le Pendu si presenta come una carta faticosa, che spaventa perché il primo segnale che invia è quello di immobilità, di un fermo faticoso e inopportuno, quando non arriva ad un vero e proprio stallo inabilitante. Blocco, impotenza, stallo sono tra le parole chiave più comuni e certamente fanno parte dei suoi livelli di espressione. Inoltre è una carta adatta al periodo che stiamo vivendo, ma lo è anche nella prospettiva illuminante che ci ha fornito parlandone. Vi invito a leggerla da questa prospettiva di apertura per cogliere tutti i doni che ha in serbo per noi.

Le braccia de Le Pendu

La posizione innaturale de Le Pendu è volutamente ambigua. Spesso nelle letture, la carta nella posizione rovesciata viene percepita al dritto, in un gioco di richiamo della dinamica dell’opposizione attraverso la quale facciamo esperienza di noi.

Inoltre quella posizione richiama l’attenzione su due elementi importanti quali braccia e gambe, organi d’azione fondamentali per l’essere umano.

Le braccia sono ripiegate indietro in un modo che richiede una certa volontà per mantenere la posizione, e questo è un primo segnale di una forma di collaborazione con questo stato che, a questo livello, la coscienza si permette di esplicitare.

Abbiamo incontrato da La Roue de Fortune sempre più spesso la Volontà, che come funzione centralizzante della nostra psiche, diventa, man mano che procediamo, un elemento sempre più importante. Colgo l’occasione per citare L’Atto di Volontà, il libro illuminante sulla Volontà di Roberto Assagioli, padre della Psicosintesi.

Qual’è la relazione con la tua Volontà? Che intendi per Volontà?

Le gambe

XII-Le Pendu
XII-Le Pendu

Anche le gambe ci forniscono elementi di riflessione. La posizione a croce, o a X, delle gambe la troviamo tre volte nel percorso del Bagatto e la croce è un simbolo del servizio, con l’incontro del dare e ricevere, come azioni basilari del servizio stesso. Le stesse azioni che fa il Cuore, al centro del nostro sistema psicofisico.

L’Empereur, Le Pendu e Le Monde condividono questa posizione delle gambe incrociate con delle differenze fondamentali.

Partiamo da cosa è destra e sinistra in questo percorso e con riferimento al corpo. La sinistra è la parte lunare, femminile e ricettiva. La destra la parte solare, maschile e attiva.

Le Pendu è appeso con la gamba sinistra e tiene la destra incrociata dietro, a sottolineare il privilegio dell’energia lunare rispetto a quella solare, pur consapevole che ancora non è possibile affidarsi totalmente ad essa ed in effetti siamo solo nel secondo step di ritorno. Questo mix di energia ci spiega molto della natura ferma della carta, suggerendoci che il moto è più all’interno che visibile.

Esattamente al contrario le tiene L’Empereur che tra l’altro è seduto e fa ancora meno affidamento sull’energia lunare. Tutto si riposiziona correttamente ne Le Monde che si regge saldamente sulla gamba destra come segnale del processo di individuazione portato a compimento con la piena realizzazione del potere personale.

Allora anche Le Pendu ci parla di potere, ma qui siamo nella resa o nell’esercizio del potere?

Resa o esercizio del potere?

Per Le Pendu la risposta è come l’immagine della carta. Soggetta a capovolgimenti di visione a seconda della prospettiva che vogliamo assumere. La definisco una carta liquida, mi ha sempre ricordato il movimento oscillante di un pendolo, dove resa ed esercizio sono un mix gestito a volte dalla personalità, a volte dall’Anima.

Continua a dirci tutto tranne che sia una carta ferma.

Due, tra i tanti, sono gli argomenti che a mio avviso in questa carta si legano al principio di potere. E hanno a che fare con il distacco dalla carta de Le Pape, che la precede nel percorso del Bagatto, e con la carta de Le Soleil che deve essere raggiunta.

Il principio di piacere e il tradimento.

Il principio di piacere #1

Nella posizione che assume Le Pendu i genitali salgono in primo piano, seguiti dal Cuore e dalla testa.

Genitali come luogo deputato alla creazione che si origina nel desiderio. E il desiderio primo fu quello di Dio che, volendo condividere la propria pienezza con altri esseri umani, li creò simili a lui.

In conseguenza di questa creazione, espressione del suo Potere, Dio nell’Amore incondizionato che lo definisce, fece un atto di resa del suo Potere.

Ce lo racconta quello che nella Cabala si chiamaTzimtzum. Mi perdoneranno i puristi della Cabala per come lo esporrò, ma il mio scopo è solo quello di aprire ad una nuova visione utilizzando ogni informazione disponibile.

L’inconsapevolezza dell’uomo rendeva impossibile il godere di quella pienezza (e secondo alcuni procurava anche rabbia e risentimento da parte degli uomini). Dio decise (e tutta la vicenda del Paradiso Terrestre è qui dentro) di ritirarsi creando un vuoto che l’uomo potesse riempire facendo le sue esperienze di comprensione e tornando a casa ricco di sé e da sé. Doveva ritirarsi perché la sproporzione tra di loro sarebbe stata incolmabile e avrebbe reso vano il progetto di consapevolezza.

Si ritirò lasciando l’umanità libera di poter accedere a tutto il bene e il male disponibile per questo sistema solare. E ci lasciò liberi di amarlo o meno.

Come ti senti rispetto a queste affermazioni? Che emozioni si muovono in te pensando a questa spiegazione della Vita?

Il principio di piacere #2

Le Pendu ci invita quindi a passare dal Papa, che ci parla di un atto di fede, al Sole, cioè alla pienezza dell’individuazione proprio attraverso la sperimentazione di noi, attraverso il piacere, il contatto con la parte sensoriale e la capacità di ascoltare con il corpo, mettendo in secondo piano l’udito che è necessariamente è mediato dall’interpretazione della mente.

Il vuoto dello Tzimtzum è il vuoto che crea Le Pendu per far crescere parti nuove di sé, fermando il suo movimento. L’atto di resa del proprio potere è allo stesso tempo un atto di potere di scegliere (ricordati le braccia) di rimanere in uno stato di ricettività e affidamento necessario a questo punto del percorso, una gestazione, un fermo biologico necessario a trovare in noi il coraggio per operare determinate scelte. Perché non dimentichiamoci che dopo incontreremo l’Arcano senza nome.

In questa carta molti vedono un feto pronto a nascere e la metafora qui è perfetta.

Dal piacere/desiderio si crea una potenzialità che ha bisogno di uno spazio vuoto per potersi definire e conoscere, fino ad arrivare ad un punto dove ciò che si è creato verrà alla luce.

D’altronde questo arcano è il n. XII, cioè X+II, una Papessa che si esprime ad un piano interiore di frequenza più elevata.

Mi allaccio allora alla negazione del piacere che ci arriva dall’esterno, ma anche alla possibilità di riprenderci la possibilità di definire e conoscere il NOSTRO piacere, non surrogandolo con quello che ci viene facilmente offerto dall’esterno e che risponde a dinamiche di controllo.

E non posso non citare l’orgasmo, definita piccola morte, di nuovo richiamo all’arcano XIII.

Qual’è il tuo rapporto con il piacere? Conosci ciò che ti dà piacere? Cerchi di soddisfarlo?

Il tradimento

Passiamo alla seconda parola legata al potere. Questa posizione rappresenta anche la pena comminata ai traditori in età rinascimentale, quindi ne deduco che Le Pendu mi parli anche di tradimento. La domanda che pongo è di cosa?

L’esercizio del principio di piacere alimenta parti nuove di noi che entreranno in conflitto sia con le nostre con parti consolidate, conservative, abitudinarie, cristallizzate e restie al cambiamento, sia con la morale dominante.

Con quelle parti abbiamo stretto dei patti nel corso del tempo che si sono trasformate in credenze. Da questi patti devo sciogliermi se voglio andare avanti.

E quelle parti saranno anche molto agguerrite rispetto al mio tradimento. Ricordiamoci che sono entità psichiche dotate di loro corpi energetici. Una pletora di sub-personalità che ha assunto il potere dentro di noi e che non vuole assolutamente morire.

Cosa ti suscita la parola tradimento? Qual’è il tuo rapporto con questa esperienza?

Il coraggio

Quel tradimento, a quel punto diventa un ATTO DI CORAGGIO, come in realtà per il movimento evolutivo della psiche lo sono tutti i tradimenti, anche se non ce ne accorgiamo praticamente mai.

Le Pendu diventa l’esecutore degli atti che scaturiscono dal movimento de La Force, l’arcano che la precede. Questo archetipo ci permette di utilizzare l’arte delle leve e di trovare un punto, facendo leva sul quale la situazione che sta per travolgerci diventa vantaggiosa. Sembra proprio richiamare l’inversione di visione de Le Pendu non trovate?

Ma quando quel punto l’ho trovato, quando il frutto è maturo, è necessario fare quel salto nell’ignoto. Ogni tradimento ci propone questo come conseguenza dell’uscita da una zona confort.

Se riuscissimo, quando subiamo o attiviamo un tradimento, a comprendere il messaggio che ci porta avremmo davanti a noi un potente strumento di indagine dei nostri movimenti interiori.

Il tradimento è una via necessaria per uscire dai patti psichici e si può parlare di tradimento realmente solo riconducendosi all’intima responsabilità nei confronti di se stessi.

da una parolaalgiorno.it

Nell’etimologia di tradimento c’è consegnare al nemico. Per la nostra personalità che aderisce al patto, l’ignoto è il nemico e la sua resistenza ha a cuore la nostra difesa. Ma anche la parte che vuole tradire ha a cuore la difesa della nostra parte evolutiva. In qualche modo non se ne esce, perché hanno tutti ragione.

A meno che questo Io al di sopra delle parti, in comunicazione con l’Anima, non dirima la questione con discernimento. Prendendo atto di ciò che in quel momento è più conveniente. La mediazione dell’arcano VI torna in ballo, ma l’angelo dell’intuizione qui lo abbiamo interiorizzato, accettando che c’è qualcosa oltre a noi, a permetterci di scegliere.

Domani, incontrando l’arcano senza nome, esploreremo l’incontro con l’ignoto.

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de Le Pendu

Proseguiamo il nostro cammino con l’archetipo XIII. Per iscriverti alla stanza di oggi vai qui

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