XVIII – La Lune

XVIII-La Lune

Continuiamo il nostro percorso 22 arcani x 22 giorni esplorando il rapporto tra Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia e il Coronavirus con XVIII – La Lune

La Lune è l’Arcano n. XVIII dei Tarocchi di Marsiglia. Sempre più in alto sempre più in fondo nelle nostre percezioni ed intuizioni. Arcano che sfugge ad ogni banalizzazione e ad ogni tentativo di inquadrarlo in parole che, pur spiegandolo, ci allontanano dalla sua funzione archetipica.

Gli archetipi ci parlano di istinti e qui, dove ci troviamo, gli istinti in gioco sono quelli del Sé. Istinti che possiamo cogliere in brevi sprazzi di vera connessione.

Apriamo comunque la stanza e, ringraziando il campo del supporto energetico, avviamoci alla scoperta di questo Arcano

Le parole chiave

L’Etoile rappresenta i movimenti di grazia della vita spirituale, nei quali ci sentiamo in Paradiso e sperimentiamo l’orientamento nel buio. Così con XVIII – La Lune entriamo nella notte buia dell’Anima.

Le sue parole esprimono a fatica questa intensità. Memorie, passato, inconscio, ricettività, emozioni.

Anche quando parliamo di femminile, qualità che questa carta esprime sia nella simbologia che nel numero, in realtà parliamo delle qualità lunari che il femminile esprime, in un gioco delle parti dove le due parole si sovrappongono senza chiari confini.

Il richiamo alle memorie, al passato, alle acque uterine dove si passano le informazioni e il collegamento con la carta de L’Hermite, con il quale condivide la tenue luce che illumina le profondità, lega questa carta nuovamente alla genealogia e ai nemici nascosti, vere e proprie ombre del passato che si muovono dentro di noi.

Ad indicarci che grazie al lavoro di consapevolezza de L’Etoile e alla pulizia emozionale che si può avere qui, si può chiudere con profonde ferite dell’albero genealogico.

Kore, Demetra ed Ecate

XVIII-La Lune
XVIII-La Lune

Le tre divinità lunari sono legate alle fasi della Luna e a determinate età psichiche.

Kore o Persefone la troviamo ne L’Etoile, fanciulla spensierata e inconsciente dei pericoli della Vita. Legata alla luna crescente ci ricorda nel mito la discesa agli inferi ad opera di Plutone. La capacità di tornare in quegli spazi per ripetere l’esperienza fa sì che si sviluppi la capacità di muoversi tra due realtà con efficacia. Esprime la Luna crescente.

Demetra, esprime il materno, ma ne La Lune troviamo tutte le tematiche legate all’istinto di maternità ancestrale e a tutte le tematiche della gravidanza come stato ricettività, interiorità, affidamento). La madre vera e propria la troviamo ne La Papesse. Esprime la Luna piena.

Ecate è la vera parte lunare di questo arcano. Esprime la Luna calante o la Luna nuova che la carta chiaramente manifesta. È la parte femminile de L’Hermite e la compagna di Persefone dopo il ritorno dagli inferi.

Molte parole chiave sono legate a questo mito. Una, tra le più importanti, è il desiderio.

Il desiderio

Ecate sovrintendeva alla realizzazione dei desideri e la Luna ha sia la parola desiderio che la facoltà che al desiderio è strettamente connessa cioè l’immaginazione. Facoltà che a questo punto del percorso dove il fuori è come il dentro, ci permette una vera e propria immaginazione creativa e generatrice nel senso più ampio del termine.

Il desiderio si lega strettamente ad una caratteristica del lunare materno cioè la capacità di accudimento e nutrimento strettamente collegata alla capacità di ricevere.

Ricevere è una condizione essenziale per poter esprimere la nostra funzione di portatori del progetto dell’Anima e mentre ne L’Etoile il ricevere è una condizione spontanea, qui è il frutto del nostro passato.

Laddove, nella nostre memorie dell’infanzia, il rapporto con le energie che ci sostengono e ci nutrono non ha funzionato, XVIII-La Lune manifesta uno dei suoi aspetti più ombra, cioè la dipendenza.

E in che relazione stanno questi due concetti? Ce lo spiega Massimo Recalcati con una frase che con poche parole dice veramente molto

Il correlato della dipendenza è il vuoto. Il correlato del desiderio è la mancanza.

Massimo Recalcati

Qual’è il tuo rapporto con il desiderio? E con la dipendenza?

La dipendenza

Le relazioni adulte che sono basate sul desiderio e sulla libertà, e richiedono l’assunzione di un rischio, quando l’altro non c’è. Ma la mancanza è una passione positiva, perché attiva, mette in moto. Come fece Dante per ritrovare Beatrice attraversando l’Inferno e arrampicandosi sul Purgatorio.

Invece, la relazione di dipendenza, è una relazione che ci fa regredire ad una condizione infantile, e quindi ci oggettifica. Quando si è in una relazione di dipendenza e manca l’altro, si regredisce nella passività.

La dipendenza ce la spiega anche la complementare de La Lune, cioè L’Empereur. Le relazioni di dipendenza sono invariabilmente delle relazioni manipolative, dove l’altro è una risorsa che dà qualcosa di cui si ha bisogno attivando una base di scambio, potrei dire commerciale.

Tra dipendenza e desiderio quindi c’è un rapporto tra passivo e attivo.

Il desiderio presente ne La Lune è basato sul potere attrattivo del Sé che si posa sulla mancanza.

Questo ci fa attivare e cercare, spinti dal fuoco del desiderio, ogni via per ritornare a casa. Il percorso iniziatico richiede molta energia e si deve essere molto determinati a non buttare via l’occasione dell’incarnazione animati dal desiderio di servire. Ci vuole qualcosa che si chiama ambizione.

La connessione de La Lune

Ecate è anche uno psicopompo e accompagna tra i mondi sia alla nascita che alla morte. In quanto tale vede il tempo senza divisioni e si muove tra passato, presente e futuro e tra i mondi, accompagnata dai fedeli cani che spesso accompagnano i morti nell’aldilà.

Questo archetipo ci parla quindi delle canalizzazioni, delle visioni, delle intuizioni e dei sogni e governa tutte le comunicazioni sui vari piani.

Il labirinto

Altro argomento strettamente legato a XVIII-La Lune è il labirinto che deriva da un’antica parola che significa disorientamento, confusione e perplessita. Il mito ci parla dell’andare al centro di noi stessi, anche rischiando di perderci, richiamati dal 1^ e dal 2^ chakra, e ricercando la pulizia della memoria emozionale.

I labirinti di cui parliamo in questo archetipo, sono unicursali cioè si esce sempre dall’altra parte anche se ci sono difficoltà per trovare la strada. A conferma che il percorso dell’evoluzione, nonostante le nostre percezioni, è un percorso dove si tornerà a casa, prima o poi.

Il labirinto più famoso che conosciamo è quello della leggenda del Minotauro dove Teseo lo uccide e ne esce grazie al filo di Arianna (che poi abbandona), ma nel vero mito, il Minotauro diventa Teseo.

Il processo di trasformazione richiede l’integrazione delle nostre parti. Grazie all’auto osservazione e al desiderio di incontrare la propria anima, è possibile in questo archetipo incontrare le radici biologiche della coscienza e governare la nostra parte animale in quanto integrata con la nostra parte spirituale.

Ma bisogna scendere in profondità per fare questo e non sottrarsi all’incontro con le memorie emozionali. Fuggire non funziona come ci spiega il significato esoterico del mito di Icaro.

Il tentativo di sottrarsi al labirinto, cioè alla propria complessità, uscendo con l’astuzia della ragione, con la macchina, con il complesso di potere, è un tentativo votato allo scacco.

Se vuoi ascoltare l’audio della stanza de La Lune

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